venerdì 9 novembre 2012

SPAZI PERCEPITI attraverso l'abitare e il movimento

Gruppo: Ascè Valentina, Bianchi Giulia, Ouyang Yucang, Svanetti Mariachiara, Troletti Melania.




















Ho rappresentato la mia città tenendo in considerazione i posti che più frequento, dall’università a quelli a cui dedico il mio tempo libero. Il punto di partenza è Zeme, considerato tale sia per l’università che per il tempo libero. E’ il paese in cui abito, il punto dal quale parto in macchina per raggiungere la stazione. Durante il tragitto in treno l’elemento naturale che sempre tengo presente è il fiume Ticino, il mio punto di riferimento nel percorso. Una volta arrivata alla stazione di Porta Genova prendo la metro verde che mi porta al Politecnico, oramai diventato il mio punto di riferimento di Milano. Nel tempo libero la mia città è anche il centro di Milano, ma per lo più si sposta da un’altra parte, più vicino al mio paese. Nel disegno ho rappresentato gli elementi che rappresentano meglio la città che vivo tutti i giorni. Nella legenda ho evidenziato con dei simboli le parti più importanti, le parti per me più significative. Ho evidenziato i diversi tipi di percorsi che faccio e i mezzi che utilizzo di più e che quindi sono diventati le parti a cui, pensando alla città, faccio riferimento. 
Ascè Valentina



















Nella mappa della “mia città” ho rappresentato i luoghi che più frequento, specialmente i posti in cui vivo, studio, passo il mio tempo libero e i modi in cui li raggiungo. Possiamo dire che c’è una sorta di suddivisione in due città più piccole, una rappresentata dalla Val Camonica, che è il luogo dove sono nata e passo la maggior parte del mio tempo, l’altra è la città metropolitana di Milano, dove studio da un anno e mezzo. Nella “mia città”, la parte rappresentata dalla Val Camonica, hanno un ruolo molto importante la casa in cui sono cresciuta e i laghi perché li frequento molto in tutti i momenti dell’anno. Qui il mezzo che più utilizzo per spostarmi è l’automobile. Per quanto riguarda la città di Milano e il suo intorno, i punti di riferimento per me principiali sono la casa dei miei zii dove vivo durante la settimana, il Politecnico dove passo molto tempo e il Duomo. In questo spazio i mezzi che utilizzo di più per spostarmi sono il bus e la metropolitana. 
Bianchi Giulia



















La mappa rappresenta la mia casa, l’università, i luoghi che frequento più spesso nel tempo libero e in modo in cui mi muovo nella città. Vivo a Milano vicino a Porta Vittoria, una zona dove c’è molto verde pubblico. Per raggiungere il Politecnico e i supermercati utilizzo l’autobus, perché sono abbastanza lontani. Al centro della mappa ho disegnato il Duomo e Corso Vittorio Emanuele II, essendo dei luoghi importanti dal punto di vista commerciali e culturale; inoltre grazie alla vicinanza della metro rossa sono facili da raggiungere. Vicino al Duomo c’è il Castello Sforzesco e il Parco Sempione che viene spesso usato per fare jogging, passeggiate, leggere etc. Frequento spesso i ristoranti cinesi, come quello vicino a casa mia, quello vicino al Politecnico oppure quello in zona Loreto; amo andare al cinema e vedere film in italiano. Utilizzo molto la metro, l’autobus, il tram e meno spesso vado a piedi.
Ouyang Yucang



















Mi sono trasferita a Milano poco più di un anno fa e, ad esser sincera, l’impatto è stato abbastanza forte dato che venivo da una realtà assai differente: la caoticità, la quantità e la varietà di flussi di gente che ad ogni ora invadono le strade ed i mezzi pubblici mi hanno inizialmente disorientata. Nella mappa che ho disegnato ho riportato i luoghi che sono abituata a frequentare quotidianamente, quali il Politenico, la zona di Crescenzago in cui vivo e quelli che frequento con minor assiduità, come i supermercati, le farmacie, il parco Lambro e la palestra. Per quanto concerne la mia zona di residenza a Sarnico, ho voluto riportare il Lago d’Iseo, i locali, il cinema, i lidi e le aree turistiche che frequento abbastanza spesso quando torno nei fine settimana. Una delle riflessioni che faccio spesso è che in un anno ho visto raramente le stesse persone sulla metro o per le strade che percorro ogni giorno, questo mi fa pensare e rapportare il mondo di Milano con quello di Sarnico, paesello sul lago dove la caoticità non è all’ordine del giorno. 
Svanetti Mariachiara



















In una mappa che copre un territorio di quasi cento chilometri di espansione, fondamentale è l’orientamento spaziale: rappresentare le relazioni tra i luoghi in cui ci si muove e riconoscere dei punti di riferimento nel territorio. Alla base della mappa si trovano, infatti, i collegamenti infrastrutturali: la rete ferroviaria con cui raggiungo ogni giorno Milano; la metropolitana milanese, fonte di spostamenti all’interno della città; la rete stradale percorsa principalmente con mezzi pubblici; infine i percorsi pedonali non di minore importanza. Legate alla maglia delle reti di trasporto, figurano le piazze e le stazioni in cui, come gran parte dei pendolari o di city users, passo del tempo. Grande importanza e “grandezza” acquistano gli edifici universitari e le biblioteche che abitualmente frequento. Tra le attività rappresentate in mappa si possono riscontrare le residenze e i luoghi vissuti nel tempo libero. Come dicevo nelle prime righe, fondamentale per me è stato porre dei punti di riferimento spaziale come la futura autostrada Bre.Be.Mi, già riconoscibile sul territorio, ed il Duomo. Oltre a questi punti di riferimento spaziale vengono riportati nomi di comuni e località. 
Troletti Melania




La mappa di gruppo si compone principalmente di macchie, alcune colorate uniformemente e altre con texture. Queste macchie rappresentano gli spazi che noi percepiamo: laddove ognuno di noi svolge attività più intense che comprendano ad esempio passare del tempo in casa, nei luoghi pubblici delle città, ecc, egli farà dei movimenti con mezzi pubblici, a piedi o con mezzi privati che gli permetteranno con caratteristiche differenti di avere una percezione dei luoghi. Se per esempio consideriamo i tragitti con la metropolitana, la percezione dello spazio durante il viaggio è nulla, poiché dal finestrino si può vedere solo un muro nero, ma se la metropolitana fuoriesce in superficie, come dalla fermata di Cimiano a Cascina Gobba della M2, allora la percezione dello spazio aumenta e il tratto sulla mappa si inspessisce. La rete delle infrastrutture cambia dunque il modo di percepire e conoscere il nostro territorio: intorno alle reti stradali e ferroviarie, riconosciamo gli elementi distintivi dell’area metropolitana quali i fiumi Ticino e Oglio, il Lago d’Iseo, la tangenziale Est di Milano e la nascente infrastruttura Bre.Be.Mi, percezioni che si fanno punti di riferimento negli spostamenti. Gli unici simboli inseriti in mappa sono il Duomo di Milano e l’ateo universitario, spazi condivisi da tutti noi; la scala di grigi ci ha permesso di evidenziare con una campitura più scura le aree e le infrastrutture soggette ad una maggiore condivisione a e un comune utilizzo.


Evoluzione della mappa di gruppo:
























































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