venerdì 9 novembre 2012

Gruppo:Tommaso Aquili, Gabriele Boccoli, Gabriele Cappelletto, Jacopo Grilli, Li Yue

Gruppo:Tommaso Aquili, Gabriele Boccoli, Gabriele Cappelletto, Jacopo Grilli, Li Yue




Nonostante io viva a Settimo Milanese, ovvero nella parte occidentale dell’hinterland della città, la maggior parte delle attività che frequento durante la settimana, come la vita universitaria, l’attività sportiva e la recitazione, si svolgono nelle zone ad est; per questo motivo, gli spostamenti urbani, che compio con i mezzi pubblici o in motorino, mi richiedono molto tempo e, spesso, influiscono fortemente sulla pianificazione di una mia giornata. Quando ho iniziato a pensare a come impostare la tavola, dunque,  mi sono immaginato nelle vesti di Pacman, il celeberrimo protagonista del l’omonimo videogioco, famoso per i suoi frettolosi spostamenti all’interno del campo da gioco, diventato  in questo caso il territorio cittadino, all’inseguimento di palline colorate, che ho trasformato metaforicamente in piccoli orologi di cui cibarsi per poter usufruire di una maggiore quantità di tempo.


La mappa rappresenta Milano e cinque luoghi importanti, dove svolgo le azioni principali della mia vita quotidiana. Le cinque tappe fanno riferimento a dove abito, dove lavoro, dove studio e dove passo parte del mio tempo libero. Dalla mappa, si può intuire che le zone che frequento, vivo e conosco con maggiore accuratezza sono la parte sud-ovest e il centro di Milano. La restituzione grafica della mappa della “mia Milano” è un lavoro intuitivo e interpretativo, privo di qualsiasi fonte da cui poter prendere spunto. Per questa ragione la mia mappa, se confrontata co una carta tecnica e ben studiata, porterà una serie di errori topologici. Ho scelto come forma e idea di rappresentazione, il percorso del monopoli (Milanopoli), dove metaforicamente, “io pedina”, conduco ogni giorno un percorso ciclico ,partendo da una casella iniziale (casa mia) per poi  ritrovarmici di nuovo a fine giornata, ovviamente soltanto dopo essere passato e aver stazionato in altri spazi consuetudinari.


Da come si evince dalla mappa, I miei percorsi si svolgono sia nella zona centrale di Milano, sia nell’Hinterland. I mezzi di trasporto più utilizzati sono principalmente tre: la macchina, la metropolitana e la bicicletta.
Il tempo libero evidenziato dalla texture raffigura una concentrazione più fitta nel centro di Milano, mentre essa è più diradata nella periferia e in provincia.
I pallini piccoli rappresentano punti di passaggio o di irregolare frequentazione, quelli più grandi zone maggiormente frequentate.  La linea sottile individua I confine comunali milanesi; in alto troviamo un’esemplificazione dei percorsi.



Il disegno vuole esprimere un nucleo centrale di scambio e di congestione. Il punto di partenza è il comune di Settimo Milanese, luogo in cui abito, situato a pochi chilometri dal centro di Milano che nella mappa viene rappresentato come una sfera protetta e molto densa attorno a piazza del Duomo: simbolo della grandezza di Milano.
Il punto di arrivo è la mia università (Politecnico) situato nei pressi della fermata Piola della linea metropolitana due. Le frecce convergenti indicano l’affluenza al confine di Milano che personalmente raggiungo quotidianamente in automobile parcheggiando in piazzale Lotto, fermata della metropolitana rossa.


Vivo in una città straniera e imparo a conoscerla lentamente rispetto le altre persone perché ogni città ha una sua propria disposizione e unicità. Spesso faccio lunghe camminate per le vie di Milano e cosi facendo mi rendo conto che la grandezza di Milano non è paragonabile a quella della mia città di origine che è Pechino, ben più caotica e disordinata. La dimensione ridotta di Milano e la mia condizione di studentessa straniera mi ha portato a trovare dei punti di riferimento e di stabilità nella città: casa mia collocata nei pressi di Lambrate, il Politecnico, università nella quale studio, il Duomo di Milano per il mio tempo libero e un ristorante cinese situato in Piazzale Loreto.
Nella mia mappa ho cercato di evidenziare i miei spostamenti privilegiati, indicando con un punto e una linea più spessa i più frequentati tra questi.



Per rappresentare una mappa che descrivesse i nostri usi della città e i nostri spostamenti all’ interno di essa, abbiamo utilizzato quattro forme geometriche semplici e immediate (il triangolo, il tondo, il quadrato e il trapezio), per individuare le aree sfruttate con grande regolarità rispettivamente per l’abitazione, le attività del tempo libero, gli impegni lavorativi e gli studi universitari.
Le attività frequentate da più individui all’ interno del gruppo occupano uno spazio maggiore nella tavola..Le due cornici  di forma tonda e quadrata sottolineano l’importanza e il maggior richiamo offerto dalle zone centrali della città per quanto riguarda il nostro tempo libero o l’attività lavorativa. Abbiamo rimarcato i nostri tragitti, che vengono compiuti per lo più attraverso i mezzi pubblici. Le linee sparse, infine,  indicano spostamenti compiuti saltuariamente e, dunque, non appartenenti alla routine.
La seconda tavola su sfondo nero rappresenta un alternativa grafica alla prima mappa di gruppo.








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