venerdì 25 gennaio 2013

Grande Milano. Cosa dobbiamo fare, dunque?



Cosa dobbiamo fare, dunque? a questa domanda, legata all’obiettivo di confezionare il lavoro e sostenere l’esame potremmo rispondere con altre domande, generando scompiglio;

Cos’è la Grande Milano?
Quali sono i limiti e i confini della Grande Milano?
Di quali parti si compone?
Come è percorsa, abitata la città?
Quali sono le differenze che la caratterizzano?
Quale la storia e la stratificazione
Quali sono gli elementi che la strutturano?
... e così via


Vi accorgerete che rispondere a ciascuna di queste domande apre nuove domande e questioni, come una bambola russa.
Non preoccupatevi, è normale perché la descrizione della città e il progetto per la città è sempre legata ad un processo aperto di conoscenza. Preoccupatevi se lo domande finiscono.

Nondimeno è compito nostro ridurre tale complessità, rendere possibile la rappresentazione dei fenomeni, per renderli comprensibili e, quando possibili, gestirli. La descrizione della città è implicitamente un progetto, il progetto è un modo per descrivere la città.

Per questo partire da un tema, individuare un aspetto specifico che vi pare importante, per vostra diretta esperienza o per disponibilità di informazioni o per evidenza tecnica, un tema circoscritto, e provare attraverso il tema a dare risposta alla domanda fondamentale (cos’è la Grande Milano) è un modo per orientarsi, per conoscere la città e, in definitiva per dare una prima risposta alla domanda: “cosa dobbiamo fare?”

Vi suggeriamo alcuni passaggi obbligati per rispondere alla domanda e per produrre i materiali utili a sostenere l’esame. Vi abbiamo mostrato e continueremo a presentarvi molte forme del disegno e molte forme del progetto:
mappe,
schizzi e schemi,
diagrammi e loghi,
rappresentazioni tridimensionali (che all’inizio dell’anno abbiamo chiamato diorami).

Abbiamo visto come testi (ben scritti) e numeri siano indispensabile a costruire il discorso.
Queste modalità di rappresentazione si integrano nel formare tavole e testi complessi, costruiscono un discorso per testi e immagini.


Dovrete produrre:

a. Una mappa del territorio, costruita secondo metodi tecnici, anche attraverso database cartografici.
Il GIS va coadiuvato con altri strumenti di elaborazione grafica come Adobe Illustrator,, Photoshop, ecc; i database permettono di lavorare in DWG. Se per esigenze di tempo, software ecc. occorre lavorare in DWG, si può lavorare in DWG.

Le mappe naturalmente sono pertinenti rispetto al tema che appartiene al gruppo e devono saper raccontare, nei limiti del possibile, il tema che ovviamente sarà poi completato da altre forme di rappresentazione.
Dovrete domandarvi quali strati, quali layer ho a mia disposizione? Quali informazioni devo aggiungere e come? A quali fonti posso attingere?
Ricordiamoci che una buona mappa non si compone di tante informazioni (è ricco dunque è bello e interessante) ma un buon disegno descrive in modo chiaro un contenuto.
Intorno alla mappa ci sono elementi grafici di supporto che fanno da spalla alla mappa, non datevi limiti rispetto al progetto di mappa: l’importante è l’intelligenza della mappa.


b. La seconda famiglia di materiali che consegnate sarà composta da schemi, schizzi e diagrammi. Se la mappa ha l’obiettivo e la funzione di restituire una descrizione fisica ancorché interpretativa della realtà, a ridosso del mondo fisico delle relazioni nello spazio, schizzi e schemi descrivonon concetti, mentre i diagrammi descrivono l’andamento di fenomeni nel tempo e nello spazio, relazioni, quantità. Lo schizzo è il tipico modo di rappresentare in modo euristico, esplorativo, un progetto di architettura e urbanistica. Lo schema è il tipico modo di spiegare in forma sintetica una regola di comportamento. Il diagramma il tipico modo di raccontare un fenomeno fisico e chimico, di raccontare e confrontare quantità.

c. Terza famiglia di rappresentazioni è l’immagine vincente e copertina, evocativa e rappresentativa di un mondo e di una previsione che vogliamo realizzare. All’immagine tridimensionale non si chiede precisione ma efficacia. E’ il tipico linguaggio della comunicazione pubblicitaria: il fotomontaggio, la prospettiva che permette di raccontare in modo sintetico il territorio. E’ ‘immagine espressiva, un utile appoggio per un racconto possibile. Una fotografia può avere queste proprietà, ma anche un plastico fotografato, un rendering, uno disegno a mano libera ecc…

Come si arriva alla costruzione del prodotto? La cosa migliore sarebbe arrivare ad una bozza, a alla costruzione contemporanea dei tre materiali, migliorandoli progressivamente fino ad arrivare alla fine del lavoro.
Nella vostra organizzazione del gruppo ci saranno forse specializzazioni e ruoli ma non perdete mai l’obiettivo complessivo.
Il formato dipende dal tema ma tenete conto che il modo di presentare le tavole sarà quello utilizzato fino ad ora, ovvero sequenze di tavole leggibili postate in rete e salvate a bassa risoluzione per web (formato png).


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