venerdì 16 novembre 2012

Filamenti Territoriali


Studenti: Michele Belloli, Alessia Motti, Chiara Rossi, Li Yutong e Stefania Zacco.



La mia grande Milano:
Nella rappresentazione si pone in rilievo innanzitutto il luogo che attualmente frequento in misura maggiore a Milano, ossia il Politecnico. In seguito viene rappresentato il percorso che svolgo per raggiungere l’università, che per me assume una valenza importante essendo uno studente pendolare, evidenziando le stazioni di partenza e di arrivo tramite delle barre disposte diagonalmente; nel mio caso le stazioni in questione sono quella di Lambrate, situata in posizione centrale nel disegno, e quella di Calcio, che ne occupa invece l’estremità destra. Sempre dal Politecnico si diramano le direttrici dei miei spostamenti quotidiani a Milano, che vengono rappresentati da linee uscenti dal logo della scuola e disposte in maniera diseguale attorno ad esso, sottolineando la varietà delle distanze percorse.
Michele Belloli

Descrizione disegno "Grande Milano": Confini reali e confini percepiti:
Per grande Milano intendo l’unione del mio comune Buccinasco e dei comuni limitrofi, che compongono la periferia di Milano e il capoluogo milanese. I miei spostamenti vengono effettuati prevalentemente nell’interland milanese, ovviamente sono tratte di breve durata, fatti soprattutto sullo stesso percorso, dato che per spostarmi utilizzo il bus; mentre i percorsi più significativi sono quelli che giungono a Milano. Lo spostamento più lungo ad esempio è per arrivare al Politecnico, dove ha sede la mia università oppure la sera quando raggiungiamo i navigli, posto del mio svago. Nel disegno della grande Milano ho evidenziato i miei percorsi e le strutture che per me sono i punti fondamentali. Ho cercato di utilizzare per i percorsi, dei tratti che si differenziano sia per la lunghezza del tragitto che per il mezzo che utilizzo, più lunga è la distanza, più spessa sarà la riga. Per quanto riguarda invece le locazioni, ho cercato di utilizzare dei simboli che potessero rappresentare al meglio la destinazione d’uso. Il tutto, ho cercato di renderlo il più semplice e chiaro possibile, ho evidenziato il “confine” amministrativo dei diversi comuni per riuscire a dargli una dimensione spaziale e per evidenziare i confini reali, per quanto riguarda la collocazione geografica il disegno non definisce bene dove sono posti, perché in teoria essi sono confinanti con il Comune di Milano ma io li percepisco lontani perché il tempo di percorrenza per arrivare a Milano è infinito.
Alessia Motti


Cinque città - Verso una rappresentazione della "Grande Milano":
In questa mappa ho voluto rappresentare in modo molto semplice e schematico i miei principali spostamenti: quelli più brevi e abituali, intorno al mio paese (senza specificarne le destinazioni) e quelli più lunghi (verso Milano e verso la mia seconda casa) per me frequenti ed importanti. Per collocare in un contesto geografico la mia mappa, ho scelto di inserire degli elementi evocativi (il lago e le montagne), eliminando ogni riferimento a paesi esistenti presenti sui tracciati; ad eccezione dei due paesi in cui vivo, specificati in legenda. Ho distinto tramite una differenziazione del tratto, i diversi mezzi che utilizzo per muovermi: una linea per gli spostamenti in macchina, una linea segmentata per gli spostamenti in treno e una linea puntinata per gli spostamenti a piedi. Ho differenziato la casa dove vivo, e dalla quale partono i miei spostamenti, dalla mia seconda casa in Valtellina mediante una diversa dimensione del logo, più grande la prima, più piccola la seconda. Per identificare Milano ho utilizzato unicamente la parola POLI, in quanto è proprio l’università l’unico motivo che mi porta quotidianamente in questa grande città; all’estremo opposto della mia mappa, invece, contrapposto alla parola POLI, si trova un punto esclamativo (!), con il quale ho voluto intendere il luogo del divertimento, di fondamentale importanza per me, dove ho trascorso e dove trascorro gran parte del mio tempo libero.
Chiara Rossi




 Dna della città di Milano
U
n elemento per me così vicino, amico e dinamico quale è la città di Milano, che si riconosce dalle guglie del Duomo illuminate dalle migliaia e migliaia luci che caratterizzano i tanti negozi del centro, dall’impeto ruggito di tante auto e moto che ci circolano, talvolta in modo affannoso e ingarbugliato per congestione nelle ore di punta, altre volte veloce, imprevedibile e scattoso che non fanno altro che mescolare le luci proprie con quelle della città rendendo le serate magiche in un miscuglio di tanti colori come nei dipinti degli impressionisti, dal calpestio sul selciato di scarpe che dirigono i propri padroni verso i propri uffici di lavoro, dal suono di clacson e fischietti dei vigili urbani, dagli sbatacchi rumorosi delle bici sul parquet milanese, dagli odori di caffè del primo mattino. Oltre questi elementi che sono impressi nel mio essere, ci sono i luoghi che caratterizzano le mie giornate come la zona dei navigli, il centro, il palazzo reale perché ogni tanto mi piace osservare i dipinti d’arte antichi o anche l’arte moderna, Porta Romana e il Politecnico, e ultimamente anche zona city-life per osservare la disposizione dei nuovi edifici sia residenziali che terziari. Elementi che hanno sempre caratterizzato Milano e, quindi, a mio parere fanno parte del DNA della città così come questi stessi elementi fanno parte del mio vissuto.
Stefania Zacco


Lo schema milanese:

Ho messo diversi punti per esprimere il percorso in cui passo ogni giorno.
In centro del disegno ho messo il confine amministrativo per dividere il centro storico.
Ho usato la linea nera per dire la metropolitana con cui prendo ogni giorno, per esempio Duomo, Palestra ,Porta Venezia, Piola, Lambrate
Il centro storico è il punto di servizio pubblico nella vecchia zona, nella zona città studi c’è la mia scuola, la zona città studi assume la responsabilità dell’istruzione e della formazione, scienza, nella zona quattro è la mia casa, Porta Venezia, vicino alla mia casa è un grande parco, si chiama Giardini Indro Montanelli, sempre faccio una passeggiata nel parco, in prossimità della fermata metropolitana “Turro” c’è un campo sportivo, sempre vado a giocare, quando sono pigro, vado a mensa a Lambrate, ma non ogni giorno.
Per me il centro storico e il centro commerciale sono due cose diverse, per cui ho messo due cerchi con misura diversa per esprimere. Non vado spesso d’altre parti, ma ho disegnato lo stesso la periferia, siccome fa una parte della città.
Li Yuotong








































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