venerdì 16 novembre 2012

Un territorio NORD-ESTESO

Studenti: Giuseppe di Noia, Lodovico Pescinato, Maryam Chegeni, Reyhaneh Akhond, Roya Shadravan.

In questo lavoro ho provato a rappresentare lo spazio urbano partendo dalla percezione che vivo all’interno dello stesso, cercando di organizzare le informazioni spaziali. Ho cercato di riprodurre la mappa mentale dei percorsi che quotidianamente effettuo all’interno della metropoli milanese rappresentandola non con una cartina stradale, ma mediante una raffigurazione più simile a diagrammi schematici o a circuiti, immagini astratte di relazioni tra luoghi. Nello specifico, ho voluto rappresentare il percorso che faccio ogni mattina partendo da casa; il percorso vita/lavoro che ogni giorno scandisce il mio tempo nello spazio. Il foglio di carta è la base sulla quale si delineano i percorsi che identificano la struttura e l’intelaiatura delle mie relazioni con lo spazio circostante e con il territorio, mentre i simboli iconici sono l’astrazione dei luoghi della mia vita e della mia quotidianità.
 
Giuseppe di Noia

 
Abito in un paese in provincia di Milano. Pur non vivendoci però, mi sento più milanese che abitante nel mio quartiere, nonostante lo frequenti anche attivamente; forse sarà perché a Milano ci passo gran parte della mia giornata. Con una linea marcata ho segnato il tragitto ferroviario che da casa, mi porta al capoluogo lombardo, perché senza di esso farei molta più fatica a raggiungerlo. Nel mezzo del percorso ho disegnato una linea tratteggiata a semicerchio, che apparentemente può sembrare il confino amministrativo, invece si tratta di un ‘’confine’’ ideologico, dove ho voluto far notare la dicotomia tra il torpore dei paesi periferici e il fermento che si prova dentro ‘’Milano Milano’’. Per accentuare questo dinamismo, ho indicato la ferrovia con delle linee-forza e curvato ogni rappresentazione – anche per far risaltare la forma radiocentrica – mentre ‘’fuori’’ tutto e lineare per sottolineare lo stallo dei paesi che attorniano Milano.
 
Lodovico Pescinato
 
Ho voluto rappresentare il territorio milanese non da un punto di vista storico poiché per me la città non ha un'immagine forte da questo punto di vista, se non per il Duomo durante la giornata. Di sera, invece il centro mi trasmette un senso di tristezza come riscontrabile dalla scarsa presenza di simboli e/o icone intorno allo stesso. Infatti in queste porzioni di città vengono più valorizzate le attività commerciali rispetto allo spazio pubblico. In corso Sempione e in corso Como si riscontrano due parti di città con una buona qualità urbana e architettonica nelle quali preferisco passare il mio tempo libero. Gran parte del mio tempo lo trascorro nella zona di città studi pur non trovandolo un luogo attraente e definito. Il territorio risulta infine dotato di una buona offerta di trasporti pubblici sopprattutto di mezzi di superficie come tram per spostamenti brevi che mi permettono di percepire meglio lo spazio. Diversamente per gli spostamenti lontani risultano efficienti le stazioni ferroviarie e gli aeroporti.
 
Maryam Chegeni
 
 
In questo disegno volevo rappresentare i luoghi della città di Milano che frequento: da come arrivo all’università a come raggiungo il luoghi del tempo libero. Così ho disegnato la mia mappa, rappresentando per prima cosa il percorso che faccio tutti i giorni con il tram per arrivare al Politecnico; ho mostrato anche il percorso per raggiungere Duomo – che è un punto rilevante della città - come luogo di aggregazione dove passo le serate, e Piazza San Babila, dove vado per fare acquisti. Ho tracciato il percorso in maniera tale che se uno non conosce Milano, può seguire l’itinerario attraverso il mio disegno. Ed è per lo stesso motivo che ho usato delle icone per mostrare i luoghi e le piazze in modo tale da capire come funziona questa mappa e dove sono i luoghi più importanti della città.
 
Reyhaneh Akhond
 

 
La Zona Fiera è il quartiere in cui abito e si trova a nord-ovest di Milano. Il percorso che frequento maggiormente (4 giorni alla settimana) parte dalla stazione di Amendola M1 per arrivare a quella di Piola M2 che mi porta al Politecnico, ad est di Milano. Gli altri percorsi che frequento sono corso Vercelli e corso Magenta, per fare acquisti, così come Via Vigliani che utilizzo per fare la spesa; per lo sport invece, vado in via Cimabue, dove c’è un campo di badminton. Piola, Amendola, Duomo e Cadorna li considero dei nodi fondamentali, perché si trovano nelle zone di Milano che frequento di più rispetto alle altre. Tra tutti questi nodi però, il più importante è il Duomo perché rappresenta uno dei luoghi più storici di Milano. Infine ci sono luoghi come Santa Maria delle Grazie, il sopracitato Politecnico e il Castello Sforzesco che considero come punti di riferimento, perché hanno un significato particolare.
 
Roya Shadravan.


 
Nella rappresentazione, attraverso l’uso della legenda e di altri indicatori interni di matrice iconografica (immagini capaci di restituire la forma degli oggetti), simbolica (dove non si riscontra alcun legame tra significante e significato), si possono comprendere dimensioni relative a: distanza geografica, intensità e canali di relazione rispetto ad ogni soggetto appartenente al gruppo di lavoro, il tutto integrato da un linguaggio di tipo verbale. Lo spazio considerato è quello immateriale delle relazioni sociali e/o professionali di ogni soggetto in relazione agli altri, attuato mediante l’abbandono di una raffigurazione ancorata al visibile a fronte di un utilizzo di segni adatti a trasmettere concetti. Abbiamo cercato infine di rappresentare il nostro concetto di megalopoli come ‘spazio di relazione reticolare e continuo che si sovrappone alla passata geografia puntiforme rappresentata dalla diversa gerarchia delle città’, in considerazione del fatto che la stessa può essere intesa come una grande macchia in continuo movimento.

Lavoro finale svolto dal gruppo di lavoro.

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