Ginevra Indiana Melazzi: Per me che ho vissuto da sempre nella città di Milano, la percezione dei luoghi (o non-luoghi) ha raggiunto ormai una certa familiarità e spesso mi accade che i profili che vedo, gli scenari, si ripetano nel tempo a ritmi scanditi. Questa ripetizione nel mio caso è riflesso del tragitto abitudinale delle mie giornate, universitarie e non. Per poter svolgere questo percorso mi sono indispensabili i trasporti pubblici, specialmente quelli di superficie; nonostante mi risulti molto comodo il facile e rapido collegamento della linea metropolitana (M2) tra la casa in cui abito (Moscova) e il polo universitario del Politecnico (Piola), nel mio ‘orologio biologico’ la vera risorsa sono i mezzi di superficie: oltre ad essere banalmente “meno cupi” i loro orari di esercizio hanno spesso un orario notturno prolungato rispetto alle altre linee; inoltre offrono ai cittadini un ambiente più sicuro e ‘sociale’ rispetto ai labirintici corridoi sotterranei della metropolitana.
Corrado Ugliola: La mia interpretazione della Grande Milano si basa sugli
spostamenti più frequenti che faccio durante la settimana, e in base a questi
posso costruire graficamente uno spicchio di città nel mio disegno. Non avendo
la macchina in città mi sposto con i mezzi pubblici, in bicicletta e nelle
brevi connessioni con i posti che frequento di più a piedi, anche se , quando
la sera i mezzi finiscono le corse e non riesco a prendere il filobus 90 o 91 sono costretto a tornare a
casa a piedi. Abito in viale Zara, ed essendo solo un grande asse stradale che
collega la Brianza con la città non ci sono luoghi di aggregazione, quindi sono
sempre stato abituato a spostarmi verso il centro città o nelle zone vicine a
Zara. I posti di maggiore frequentazione sono il Politecnico e la zona che lo
circonda, dove passo il maggior tempo della settimana ed raggiungibili da casa
mia con la metropolitana M3 o il filobus 90, l'altra zona che frequento spesso è
quella di San Siro dove lavoro e raggiungibile da casa mia con la linea 91 del
filobus.
Davide Ferioli: Ho deciso di suddividere il mio tragitto in tre parti
distinte del percorso verso la grande città,cercando di trasmettere le differenze che si possono trovare a seconda della fascia.
Nel mio viaggio verso la grande città io oltrepasso delle
barriere che sono stabilite dai cambiamenti di paesaggio , ma nn solo, anche di
abitudini quotidiane e di punti di frequentazioni diverse.
Io arrivo da un paesino, Lonate Ceppino, in provincia di
Varese che dista 40 km
dalla città di Milano, dove vivo io il territorio e prevalentemente composto da
prevalenza di distese di verde ,con un piccolo centro storico dove ci abita
circa 1/3 dei cinquemila abitanti che conta il comune, il resto delle residenze
sono villette a schiera e piccole o grosse ville dove si vive a contatto con la
natura.
Per raggiungere la città prendo il treno da Tradate altro
paese della provincia, dove ancora non si nota un cambiamento sostanziale,lo si
nota invece raggiunga la città di Saronno, cittadina che segna una fine della
prima parte del percorso, da li in poi si entra nella cosiddetta area metropolitana
milanese dove ogni centro è unito e dove si incomincia a cambiare le abitudini
e si incominciano a notare i primi sostanziali cambiamenti rispetto al punto di
partenza.
Dopo circa 20 minuti si raggiunge la stazione di Bovisa che
è considerata da me la porta della città,arrivando da nord-ovest, ecco qua la
terza parte del tragitto nel quale si scopre un suolo quasi totalmente
edificato e raggiunta la stazione di Milano Nord Cadorna si arriva di
conseguenza all interno della città. Arrivato li solitamente io vado verso la
metro verde e raggiungo Piola - città studi dopo nove fermate, altre volte
invece mi piace vagare per la città e scoprire tutte le cose che sono più
nascoste o meno famose a chi come me non conosce bene la Grande Milano.
Mattia Campone: Nel disegno del
mio breve percorso ho cercato di
riportare i luoghi che più attraggono la
mia attenzione , nonostante sia un breve tragitto (Viale Campania – poli), molte sono le dinamiche che richiedono
attenzione. Ho notato camminando quotidianamente come tutte le attività e la
vita sociale si sviluppi sulla strada(Viale Romagna) , nell’attesa al semaforo,
nei bar, nelle fermate del tram , mentre il traffico continuo
a volte renda il tutto inutile. Nei pressi di via Moretto da Brescia e
Piazza Ferravilla si concentrano la maggior parte delle persone che frequentano
gli uffici Aler e al lunedì in particolare
in occasione del mercato le strade sono assai frequentate, è facile
notare come le persone che frequentano abitualmente il piccolo tratto di strada lo considerino
completamente estraneo della città caotica e rumorosa e cerchino riparo sui
marciapiedi o magari nelle piccole strisce di verde. Dopo pochi metri in Via Pascoli tutto cambia continue code di
studenti riempiono le strade, i bar, le copisterie e le librerie e tutti i
punti di riferimento e i luoghi almeno
per me non ci sono più è importante arrivare perché in fondo si è sempre
in ritardo.
Wang Yaurui: Qusta mappa rappresenta
il mio percorso per arrivare in università ed i luoghi che frequento. Il quadrilatero
che frequento è più grande. Mi piace stare a casa, se non c’e lezione. Vicino
casa ci sono il supermercato (distante in linea retta circa 50 metri ), ristorante (
circa 30 metri ),
palestra (circa 20 metri )
e campo da basket (350metri) . Il fine settimana spesso vado in palestra e al campo
da basketball, se io non voglio cucinare la cena e il pranzo, io spesso vado a mangiare
al ristorante. Il percorso per andare all’universita è di circa 30 minuti , parto
da macachi (distanza in linea retta è circa 3600 metri ) poi prendo
la metropolitana M3 per Piola, cambio in centrale con M2, ci mette circa 15
minuti totale, ultimo, vado all’universita a piedi 5 minuti. Vado in università
4 volte alla settimana.
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