giovedì 15 novembre 2012

L'attrattività dei... Poli

Studenti: Accardi Ilaria, Bassi Lisanna, Benedini Daniele, Colombo Elisa, Izzo Massimo
Il disegno rappresenta con la più chiara e possibile semplicità gli spostamenti abitudinari, frequenti e spesso giornalieri che effettuo nella città in cui vivo: Milano. La sua forma non è regolare e fedele alla realtà in modo di far risaltare i luoghi più salienti presi in considerazione. Un esempio che salta all’occhio è l’ingrandimento sproporzionato della zona di Milano, dove trovano posto la residenza, il posto (fisico) di lavoro e dove svolgo le attività di tempo libero: sport, uscite serali e pomeridiane. Gli spostamenti di piccolo raggio riconducibili all’area sopracitata, sono indicate con piccole frecce nere orientate secondo alcune secondo le destinazioni principali le altre per dare un indicazione di completa interazione con l’area evidenziata. Gli spostamenti di lungo raggio sono principalmente due e sono indicati con frecce di maggiore dimensione ricavate dall’asse stradale usato per raggiungere, rispettivamente l’Università e il quartiere Milanofiori 2000 di Assago. Daniele Benedini
Ho deciso di rappresentare la grande Milano partendo dagli spostamenti che compio settimanalmente. Questi sono di due tipi: quelli per percorro abitualmente con la mia macchina in Brianza e quello giornaliero che percorro in treno per venire al Politecnico. Ho indicato le città che frequento al di fuori della mia, rappresentandole con un elemento visivo particolare che si nota durante il tragitto per raggiungerle. I percorsi sono segnalati con delle frecce nere di differente spessore in base alla frequenza.La freccia principale indica lo spostamento casa-Politecnico ed è accostata dagli elementi che attirano la mia attenzione guardando fuori dal finestrino del treno durante il viaggio. Ho ritenuto il tema dell’approccio visivo nello spostamento e avvicinamento alla città potesse essere significativo, nell’ambito di questa esercitazione, in quanto costituisce la prima impressione di Milano da parte di chi viene da fuori. Elisa Colombo
Essendo una pendolare di lunga tratta, nella mia mappa ho rappresentato un confine regionale molto determinante poiché nel mio percorso Vicenza –Milano segna idealmente la metà del mio tragitto. Inoltre ho rappresentato con tratti differenti i miei spostamenti, per evidenziare i differenti mezzi che utilizzo, ad esempio le frecce stanno ad indicare l’uso dell’automobile (mezzo privato), mentre la linea tratteggiata consiste nello spostamento con il treno e i punti stanno a indicare gli spostamenti con gli altri mezzi pubblici. Ho anche rappresentato due cerchi, le cui superfici indicano la distanza che riesco a percorrere nella città di Milano grazie ai mezzi pubblici e a Vicenza con mezzi privati; il fatto che le due superfici siano uguali, nonostante le dimensioni totalmente diverse delle due città, sta ad indicare la possibilità di raggiungere ogni luogo della città con mezzi differenti. Lisanna Bassi
Ho deciso di rappresentare il tragitto da casa mia al Politecnico in questo modo perché mi sposto fra città e paesi che hanno una diversa influenza all’interno dell’area in cui mi muovo. I cerchi rappresentano ad esempio sia il paese in cui vivo, Albavilla, sia una grande metropoli come Milano, la città in cui studio, tuttavia ho deciso di dare loro dimensioni diseguali proprio perché gli agglomerati urbani hanno fra di loro molte differenze: anzitutto le dimensioni, ma anche il numero di persone che ci abitano, i mezzi che l’attraversano, il tipo di vita che vi si conduce, le funzioni che ci sono al loro interno etc.. Le sfere sono legate fra di loro grazie ad altre sfere e fra di esse si creano delle intersezioni che rappresentano i loro punti in comune. Tutte le sfere hanno al loro interno dei punti più importanti, che rappresentano la città oppure i luoghi dove mi fermo: Milano ad esempio ha più punti perché per giungere a destinazione sono costretta a cambiare più mezzi di trasporto. Ilaria Accardi
Il tema di questa rappresentazione consiste nella misura della sopportabilità del viaggio. Avvalendosi di un certo risparmio grafico, l’intento dell’immagine si focalizza sul punto di vista del pendolare ed è volto a porre in relazione la disponibilità di soste e il disagio da affaticamento percepito lungo il percorso. La peculiarità di questo tipo di rappresentazione non sta forse tanto nella riproduzione dei luoghi di sosta o di evasione, dimensionati in base a permanenza percepita e ridotti all’osso sotto il profilo stilistico, né tantomeno nella geometrizzazione spinta del tragitto, quasi a sottolineare il disinteresse dell’immagine verso la riproduzione del percorso in sé, quanto nel ricorso al linguaggio medicale ai fini della descrizione del livello di tensione per tratto: trovando che le onde elettroencefalografiche si prestino all’espressione del disagio da pendolare, le ho sostituite al percorso facendo corrispondere un maggior margine di ampiezza d’onda a un maggior disagio. Massimo Izzo
Per arrivare ad una mappa comune che riassumesse i nostri lavori, abbiamo considerato i concetti fondamentali dei singoli elaborati, cercando di trovare un linguaggio comune che potesse sintetizzare come ci relazioniamo con il nostro percorso abituale da o verso Milano. Abbiamo voluto evidenziare le nostre impressioni visive selezionando alcuni landmark e alcuni luoghi notevoli della città, ritenendo più immediato l’utilizzo di pure immagini senza alcun testo. Si è deciso di agire selettivamente isolando il tema della concentrazione di utenza per tratto percorso, rinunciando alla differenziazione dei mezzi di trasporto. Utilizzando come espediente una diversa gradazione di grigi, abbiamo esplicitato il grado di affollamento abbinando una tonalità più scura a una congestione maggiore e a un diminuire della tonalità un calo progressivo dell’utenza. E’ stato necessario conferire una collocazione geografica e spaziale ai nostri percorsi inserendo alcuni elementi geografici e circoscrivendo la città presa in considerazione.

Nessun commento:

Posta un commento