mercoledì 12 dicembre 2012

L'abbattimento dei confini

Studenti: Garello Alice, Bellè Beatrice Maria, Colombo Riccardo, Malaguti Lorenzo, Pozzoni Davide.



Abito a Cesate, un comune dell’hinterland milanese di circa 13.000 abitanti. Questo si trova a nord ovest di Milano, esattamente nel baricentro dell’asse di sviluppo Milano-Varese, anche se si può dire che faccia parte della periferia della “Grande Milano”; forse per il tipo di territorio presente o per l’importante dotazione infrastrutturale, il comune di Cesate e i comuni limitrofi possono essere inglobati all’interno del grande sistema del comune di Milano.
Al di là della scarsa efficienza dei trasporti pubblici, che mi portano a preferire molto spesso uno spostamento in automobile rispetto ad uno con autobus o treno, non si può dire che la dotazione infrastrutturale sia scarsa. Le ferrovie nord collegano quasi tutti i comuni della mia zona a Milano  con un servizio di treni ogni 15 minuti circa (passante ferroviario compreso) e negli ultimi anni anche la linea metropolitana si sta espandendo verso la mia zona (Cormano, linea gialla, e Rho Fiera, linea rossa).
Per questi motivi i contatti con Milano risultano molto forti e per noi abitanti dell’hinterland Milano non resta solo un polo attrattivo dove recarsi all’occorrenza, ma una vera e propria destinazione ricorrente delle nostre giornate (la maggior parte delle volte per questioni scolastiche/lavorative).
Questo mi porta a spiegare perché viva così poco Cesate e la zona in cui abito: si può dire che a Cesate io abbia solo la residenza e mi sposti con piccoli tragitti in automobile o a piedi per andare dai parenti, in biblioteca, a danza o per trovarmi con gli amici e spostarmi poi la maggior parte delle volte a Milano.
A Milano invece mi reco tutti i giorni per andare in Università e lo faccio con il mezzo privato; al di la dei costi dei trasporti, che sono cresciuti negli ultimi anni in modo indirettamente proporzionale alla qualità del servizio, i tempi per uno spostamento di soli 13km circa risultano pari ai tempi di spostamento di altri miei compagni che vengono da zone molto più distanti, come Varese o Crema.
Mi capita poi di tornare a Milano la sera, o nel week end. Con una certa costanza mi reco allo stadio di San Siro per gli eventi calcistici del week end ma molto spesso anche infrasettimanali, sempre utilizzando l’automobile, anche perché il più delle volte le partite sono giocate alla sera. Inoltre almeno una volta a settimana mi capita di andare a Milano, zona Sempione o Corso Como, per far serata in discoteca con gli amici, e almeno una seconda volta per un aperitivo o per passare la serata in compagnia in qualche locale.
Questi sono i miei contatti abituali con Milano, tralasciando gli spostamenti più occasionali ma comunque ricorrenti. Si può ben intuire che Milano non sia solo una meta lontana ma il cuore di un grande sistema di cui paesini piccoli come il mio fanno parte.
Infine la posizione del mio paese mi permette di prendere in modo rapido l’autostrada e spostarmi velocemente a Como e a Lecco, dove mi capita di andare a trascorrere parte del mio tempo libero.



Abito a Peschiera del Garda, un comune di circa 10.000 abitanti nella provincia di Verona, ma che confina con la provincia di Brescia (se mi sposto di 10 km sono già a Lugana) e con la provincia di Mantova,
Vivo a Peschiera del Garda, un comune di circa 10.000 abitanti situato all’estremo sud del Lago di Garda. E’ un paesino abbastanza piccolo, ma per la sua posizione “strategica” può essere considerato uno snodo fondamentale: la provincia di Brescia è estremamente vicina (10 km verso est), la provincia di Mantova è limitrofa e Verona è a pochissimi km di distanza. Peschiera, proprio per la sua posizione, può comunque essere considerata un nodo centrale per queste tre diverse province.
Tutti i giorni, da qualche ano a questa parte, vado in stazione per prendere il treno che mi porterà a Milano: ormai ci ho fatto l’abitudine e un’ora e mezza di viaggio non la sento neanche più! Quando arrivo a Lambrate, solitamente arrivo al Politecnico a piedi e mi fermo al bar davanti all’entrata dell’ateneo, un po’ prima dell’inizio delle lezioni, con i miei compagni di corso. Dato che anche degli altri amici studiano a Milano, a volte decidiamo di trovarci in centro per pranzare insieme. La sera, di solito, se ho da fare sto a casa, sennò vado a trovare il mio moroso che abita a Castelnuovo. Durante i weekend, invece, i miei spostamenti sono un po’ più particolari: alcune sere con le amiche mi sposto a Bardolino, dove c’è un po’ più di movimento, oppure rimaniamo a Peschiera per una serata un po’ più tranquilla. Il sabato e la domenica vado a lavorare in un negozio di abbigliamento a San Benedetto (frazione di Peschiera) e alla sera di solito m trovo con gli amici che durante la settimana vedo anche a Milano: o ci troviamo a Verona o andiamo (io e mio moroso) dove abitano loro, cioè Legnago. 



La mia “settimana tipo” si svolge tra la città in cui abito, Gallarate, la città in cui pratico sport, Lugano, e infine la città in cui studio, Milano. Intorno alla prima si svolgono per lo più tutte le attività sociali, che vanno dalla cena alla birra in compagnia , oppure un buon film al cinema. Sempre nella stessa città c’è il posto in cui lavoro, un pub in cui sono assunto come barista.
Tre volte a settimana raggiungo la svizzera in automobile e qui svolgo in genere due allenamenti e la partita nel fine settimana.
Infine l’ultima città , Milano, la città in cui frequento l’università. Tutti i giorno mi reco a milano tramite il treno, una volta arrivato in stazione uso i mezzi pubblici quali : metro, tram e bus per muovermi nella città e raggiungere il Politecnico.
Milano comunque non solo la città in cui frequento l’università ma è anche un luogo di ritrovo con i miei compagni e dove passare belle serate generalmente diverse dalle solite uscite con gli amici in quanto l’offerta di locali e divertimento è molto superiore.



Questa mappa traccia i percorsi usuali che percorro ogni settimana.
Ho tracciato la mia settimana “tipo” aiutandomi con alcuni semplici simboli raffiguranti i principali luoghi da me frequentati.
Ho cercato di lasciare un ordine geografico abbastanza realistico posizionando Segrate a est di Milano, mentre Bologna, mia città di origine, ho dovuto traslarla a sud della stessa Milano.
Ho dato una notevole importanza all’autostrada e ai “confini” delle due città poiché rappresentano per me un grande punto di riferimento. L’autostrada perché è la strada che percorro più frequentemente, mentre per i confini è necessario scindere tra quelli delle due città: i confini di Bologna sono rappresentati dai viali, al loro interno ho raffigurato solo una stilizzazione delle due torri, poiché il centro della città è talmente coeso e omogeneo da rendere impossibile una rappresentazione nel dettaglio utilizzando questa scala; per Milano ho inteso i confini come la cerchia dei bastioni, poiché per me rappresentano l’inizio del centro.
Al di fuori delle due città rimangono quindi Segrate, luogo in cui abito quando sono a Milano per via dell’università , San Lazzaro di Savena, paese in cui vivo il finesettimana quando rientro a Bologna, e Bentivoglio, dove abita mio padre, che solitamente vado a salutare ogni volta che mi è possibile.



Mi chiamo Davide Pozzoni, studente al terzo anno di Urban Planning, vivo a San Felice, un quartiere residenziale ad est di Milano e sotto il comune di Segrate.
La maggior parte del mio tempo libero lo passo vicino a casa, dove posso trovare svariati servizi (palestra, sporting club, negozi) e molto spazio verde all’aperto.
Per raggiungere Milano, cosa che faccio quasi ogni giorno della settimana per frequentare le lezioni in Politecnico, o le lezioni serali di Scuola Del Fumetto, o anche solo per uscire con gli amici la sera, posso decidere fra molte strade, quali: Viale Forlanini, Via Corelli, Via Cassanese e Viale Rubattino.
Percorrendo queste strade mi vedo entrare nella cerchia interna alla tangenziale est, che da come la vedo io mi rappresenta il confine della vera città interna dall’inizio della periferia e dei comuni limitrofi esterni, quindi sotto questo aspetto non mi riconosco come vero “cittadino” milanese abitante nella città, anche se i soli 15 minuti che mi servono per raggiungerla e il fatto che la viva più intensamente di alcuni “cittadini” stessi proverebbe il contrario.



La nostra tavola riassuntiva cerca di far vedere come in uno spazio abbastanza ristretto sia difficile farci stare le 3 diverse città dalle quali veniamo (Milano, Verona, Bologna): è stato dunque necessario creare dei riquadri che non solo fanno in modo di ingrandire la zona nella quale noi viviamo, ma allo stesso tempo mette in risalto come i nostri spostamenti siano distanti e che, nonostante tutto, sono abbastanza veloci e percorribili nel giro di quale ora. La nostra idea di stare molto vicini ad una visione geografica è dovuta al fatto che volevamo simboleggiare le diverse distanze e i diversi modi di arrivare da una città all’altra, tenendo presente le distanze geografiche che sono molto ampie in linea d’aria.











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